Caso morte neonati, iscritti nel registro degli indagati alcuni medici ed infermieri

Sono stati iscritti nel registro degli indagati alcuni medici ed infermieri dell’ospedale Santo Bambino di Catania nell’ambito dell’inchiesta inerente le morti di neonati degli scorsi giorni. I fatti sono avvenuti il 29 settembre scorso e la magistratura ha precisato che questo è un atto dovuto per svolgere le autopsie. Inoltre il sostituto procuratore Lucio Setola ha disposto il sequestro delle cartelle e i carabinieri hanno predisposto controlli nella struttura ospedaliera.
Per la morte dei due piccoli che si sarebbero dovuti chiamare Francesca e Michela è stata avviata anche un’inchiesta all’interno della stessa azienda ospedaliera del Vittorio Emanuele.

Indagini in corso per la morte di due neonati

La morte di due neonati all’ospedale Santo Bambino di Catania fa molto discutere e, dopo la denuncia dei due bambini deceduti, sono partite le indagini dei carabinieri nei confronti dell’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele che controlla il Santo Bambino. Due casi avvenuti nel giro di poche ore e che fanno credere che si tratti qualcosa di più rispetto ad una semplice casualità. Al momento dell’accaduto c’erano tre medici al lavoro e delle inchieste si è fatto carico il sostituto procuratore Francesca Musella che ha disposto sequestro di atti. Non resta che attendere gli sviluppi delle indagini nei confronti di un altro possibile caso di malasanità.

Autopsia per i quattro neonati morti a Catania

Negli scorsi giorni sono morti 4 neonati nel “blocco parti” del reparto di ostetricia del Policlinico di Catania. Un fatto che ha fortemente scosso la popolazione e ha portato la magistratura a compiere ulteriori accertamenti.

La Procura di Catania ha disposto l’autopsia sui quattro neonati iscrivendo anche nel registro degli indagati i medici del reparto. Va sottolineata la precisazione della magistratura che considera l’iscrizione un atto dovuto e che allo stato non sono emersi collegamenti tra i quattro decessi”.

Collegamento che non vede nemmeno il direttore sanitario del Policlinico Paolo Adorno. Infatti per il responsabile non vi sono collegamenti fra i quattro decessi ma si tratta solo di un’ insolita coincidenza statistica.