Muore dopo 10 giorni la donna bruciata viva dal marito

Era stata una lite familiare a scatenare il tutto. Il marito Salvatore Capone di 36 anni aveva perso la testa e, dopo averla colpita numerose volte al volto, le aveva dato fuoco. Il tutto era successo in un appartamento di via Rocca a Giarre. Ieri la donna non è riuscita a vincere le ustioni di secondo e terzo grado che le ricoprivano l’80% del corpo ed è morta nel reparto grandi ustionati del Cannizzaro. La donna lascia tre figli e sembra che proprio l’amore nutrito nei loro confronti l’abbia portata ad accusare il marito con l’ultimo fiato di voce prima di perdere i sensi. Salvatore Capone infatti si trova dal 12 novembre al carcere di piazza Lanza mentre forse saranno fondamentali i rilievi compiuti dal Ris di Messina nell’appartamento.

Dopo i sigilli dissequestrata la facoltà di farmacia di Catania

Era stata chiusa lo scorso novembre 2008. Adesso il gip Antonio Fallone ha predisposto il dissequestro totale della facoltà di medicina. I motivi di chiusura erano stati quelli legati al disastro ambientale.
Già una parte della struttura era stata liberata a maggio mentre adesso il dissequestro interessa la zona dei laboratori che era quella più a rischio.
La sentenza verrà depositata ufficialmente il 30 novembre e poi a dicembre verranno effettuati gli ultimi esami per stabilire la mancanza di pericoli per gli studenti e i tecnici.

Operato alla schiena e muore, dopo la denuncia parte l’inchiesta

Era caduto e per questo era stato ricoverato per dei problemi alla schiena. Il primo ricovero era avvenuto a Gravina di Caltagirone e subito dopo era stato trasportato al Cannizzaro di Catania dove era avvenuto l’intervento. Ma, secondo quanto affermato dai medici, un infarto miocardico è stata la causa del decesso avvenuto il 22 agosto di Giuseppe Terranova, 74 anni, di Mirabella Imbaccari.
I parenti hanno esposto una denuncia perchè la morte di Terranova sarebbe stata comunicata dai medici con tre giorni di ritardo. Il sostituto procuratore di Catania Lucio Setola ha ordinato l’autopsia, già eseguita, e iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, un medico di Caltagirone e tre del Cannizzaro.

Autopsia per i quattro neonati morti a Catania

Negli scorsi giorni sono morti 4 neonati nel “blocco parti” del reparto di ostetricia del Policlinico di Catania. Un fatto che ha fortemente scosso la popolazione e ha portato la magistratura a compiere ulteriori accertamenti.

La Procura di Catania ha disposto l’autopsia sui quattro neonati iscrivendo anche nel registro degli indagati i medici del reparto. Va sottolineata la precisazione della magistratura che considera l’iscrizione un atto dovuto e che allo stato non sono emersi collegamenti tra i quattro decessi”.

Collegamento che non vede nemmeno il direttore sanitario del Policlinico Paolo Adorno. Infatti per il responsabile non vi sono collegamenti fra i quattro decessi ma si tratta solo di un’ insolita coincidenza statistica.