A Misterbianco nuova cabina elettrica in ex terreno mafioso

Contrada Madonna degli Ammalati, . Una zona dove la richiesta di superava la disponibilità. Un problema che il comune di non poteva affrontare a causa dell’indisponibilità di terreni per far sorgere una nuova cabina elettrica.
Infatti un terreno confiscato alla e sito in via Monti Rossi permetterà all’Enel di costruire la cabina. La decisione è arrivata dopo la riunione della giunta comunale che ha deliberato l’autorizzazione verso l’ente dell’.

Confiscati beni di provenienza mafiosa ad un imprenditore

Aveva beni per un totale di 14 milioni di euro e sono stati sequestrati dalla . Gaetano Buscema infatti nel corso di alcune è stato ritenuto un del clan che opera a .
Sono state sequestrate: alcune società ( cemento, costruzioni edili, agricola, allevamento cavalli) e 92 immobili di vario tipo. Finiti nelle mani della anche diversi mezzi di trasporto che Buscema, originario di Ragusa ma residente a Tremestieri, usava.
A far scattare le alcune deposizioni di collaboratori di giustizia che lo indicavano come dei . Un’attenta anlaisi del patrimonio e dell’entità dei redditi ha fatto scattare il dubbio agli inquirenti che hanno accertato le irregolarità di . I beni confiscati verranno riutilizzati dallo Stato per attività sociali o di contrasto alla criminalità organizzata.

Ucciso boss in via Zia Lisa

Le strade di si tornano a macchiare di sangue e si spera che non riinizi la lunga faida che ha colpito la nostra città negli anni 90. Raimondo Maugeri è stato ucciso in un agguato avvenuto questa mattina in Via . L’assassinio assume una grande importanza anche per il potere della vittima che, in base agli inquirenti, era uno dei boss della famiglia e reggeva la costa nel quartiere di Villaggio Sant’Agata.
L’agguato è stato operato da due soggetti in motorino che hanno sparato cinque colpi nei confronti di Maugeri che, anche se ferito, ha tentato la fuga sfuggendo ad altri colpi e rifugiandosi in un deposito di ferro dove è morto poco dopo per le ferite riportate.
Come affermato dal procuratore D’Agata ora potrebbero avvenire ritorsioni con la successiva faida oppure questa morte potrebbe essere inserita all’interno di meccanismi interni alla cosca .

Clan rivali uniti nella gestione di bar e spiagge catanesi

Si incontravano per decidere come riciclare i proventi delle attività illecite. Sotterravano l’ascia di guerra per poter ottenre il maggiore profitto negli affari. Questo quello che avveniva duranti gli incontri fra le “famiglie” e , alleate fra di loro, e la cosca Mazzei.

Gli incontri, che in base alle avvenivano segretamente in una totoricevitoria, avevano portato ad accordi per ottenere la gestione annuale del bar dello Massimino sia durante gli incontri del sia durante i concerti ospitati dall’impianto. Ma non solo lo era interessato da queste attività. Sarebbero stati gestiti dall’ attività mafiosa anche i bar e i parcheggi delle libere catanesi.

L’indagine è stata coordinata dal procuratore capo Vincenzo D’Agata e dal sostituto della Dda etnea Giovannella Scaminaci ed ha portato all’ordinanza di custodia cautelare per 13 presunti affilliati alle cosche mafiose e 3 imprenditori legati ai clan. I reati ipotizzati a vario titolo sono quelli di associazione mafiosa, traffico di , estorsione, detenzione di armi da guerra e impiego di denaro di provenienza illecita.

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