Sospetta truffa della Sibeg, 7 denuce

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La società che opera in Sicilia imbottigliando per conto della Coca cola, la Sibeg, avrebbe truffato stato ed Ue per diversi milioni di euro.
Secondo l’accusa l’azienda avrebbe promosso progetti volti all’innovazione adottando invece macchinari antichi e di stabilimenti in disuso.
La presunta truffa è stata scoperta dalla guardia di finanza che ha poi denunciato 7 persone a vario titolo.
Restano da appurare i fatti per la Sibeg che non è la per la prima volta coinvolta in guai giudiziari anche se, nel primo caso, ha trovato una piena assoluzione in aula di tribunale.
Sibeg che in una nota si difende affermando che “Sibeg srl afferma la propria estraneità a qualsiasi attività illecita” e “precisa che tutte le attività poste in essere dalla società e la relativa documentazione sono sempre state conformi alle norme di legge”, Parole dell’amministratore delegato dell’azienda, Luca Busi, “in riferimento a notizie d’agenzia relative ad un coinvolgimento della Sibeg srl per indebite percezioni di finanziamento e danno erariale”. “Sibeg srl – aggiunge Busi – rimane comunque a totale disposizione degli organi preposti alla verifica dei fatti, per dare ampia collaborazione ai fini dell’accertamento dei fatti”.

Operazione antidroga fra Catania e l’Emilia Romagna

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Era una banda di italiani e sudamericani quella che aveva allestito un traffico di droga legato alla Colombia e che si dipanava fra la provincia di Catania e l’Emilia romagna.
L’operazione delle forze dell’ordine ha permesso di sgominare il traffico e ha coinvolto, oltre ai militari catanesi ed emiliani anche quelli di Bari e Napoli.
Le indagini sono partite dopo il ritrovamento nel 2006 di droga liquida in un pacco con dei gadget sportivi legati a delle squadre brasiliane. Nel loro proseguimento le indagini hanno anche permesso di appurare che la cocaina, come nel corso del primo ritrovamento, era trasportata in forma liquida. Inoltre è stato appurato che le attività illecite del gruppo di fermati si estendeva anche all’usura oltre alla coltivazione di piantagioni di marijuana. Nello specifico è stata scoperta una piantagione a Scordia.

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Paternò, evadevano per 3 milioni di euro

La guardia di finanza nel corso delle sue attività di controllo del territorio ha scoperto un operatore di trasporti a livello nazionale che era un evasore totale. Il soggetto dunque era sconosciuto al fisco e operava non rispettando le regole. Dal 2004 al 2008 non ha dichiarato redditi per un valore di circa €. 3.000.000. A quest’ingente somma si aggiunge anche l’Iva che supera il mezzo milione di euro e l’imposta Regionale sulle Attività Produttive di oltre €.100.000.
Le indagini hanno trovato anche l’attiva opposizione del titolare dell’impresa che ha occultato i libri contabili costringendo i militari ad un’attenta opera di ricostruzione

Estorceva con la promessa di un posto di lavoro

Chiedeva danaro per far ottenere un posto di lavoro nel lavoro a terra di diverse compagnie aeree che operano nell’aeroporto di Catania. Le compagnia aeree, è giusto dirlo fin da principio, sono estranee all’accaduto. L’arresto è stato compiuto dai militari della guarda di finanza che hanno colto l’estorsore in flagranza di reato.
Le modalità dell’estorsione erano le seguenti: l’arrestato millantava collegamenti e rapporti con imprenditori, rapporti che potevano facilmente far ottenere un posto di lavoro ad amici particolari. “Amici” che dovevano versare somme di danaro per poterlo ottenere. Queste richieste sono state fatte anche ad un padre desideroso di trovare impiego per la propria figlia. Ma, quando alle somme non corrispondeva il posto di lavoro, si è deciso a denunciare l’estorsore che è stato catturato dalle forze dell’ordine.

Rifiuti tossici a Ramacca

Le fiamme Gialle hanno scoperto 50mila tonnellate di rifiuti depositati in un terreno agricolo a Ramacca nelle vicinanze del fiume Gornalunga.
Ma come è stato possibile scoprire la discarica? Il tutto è partito dalla visione delle immagini satellitari che facevano notare nella zona delle strane striature nere. Le forze dell’ordine giunte nel luogo hanno poi visionato la zona che presentava dei particolari vistosamente strani. Innanzitutto aveva un dislivello differente rispetto ai territori circostanti. Inoltre la vegetazione era molto più rigogliosa rispetto alle altre. Tutti questi dati hanno convinto i militari della Guardia di finanza a fare dei controlli approfonditi con scavi fino a tre metri di profondità.
Essi hanno permesso di ritrovare liquami che facevano chiaramente capire che nella zona erano sepolte ingenti quantità di rifiuti. Adesso le indagini proseguono per identificare chi ha costituito le discariche e soprattutto se sono state inquinate le falde acquifere che sono fondamentali per i pascoli della zona.

Discarica in ex stabilimento a Misterbianco

Circa 250.000 metri quadrati e 65 grossi capannoni nel comune di Misterbianco erano adibiti a discarica a cielo aperto. La quantità di materiale, di cui la maggior parte pericolo per la salute pubblica, ammontava a 130 tonnellate.
Questo il risultato delle indagini compiute dalla Guardia di finanza e che hanno portato alla scoperta di questa discarica nell’ex complesso della Proter srl dei f.lli Costanzo.
Nella discarica vi erano diverse tonnellate di eternit, fusti di oli esausti, catrame, materiale di risulta edilizia con pericolose polveri di vetro e di marmo. Un ritrovamento particolarmente importante perchè consente di chiudere questa discarica vicina al centro abitato. Infatti i 10 km di distanza dal centro del comune avrebbero permesso alle polveri sottili di marmo e vetro con gli atmosferici di diffondersi nell’aria.
Le indagini sono state compiute con appostamenti e gli interventi sul posto sono stati compiuti con il supporto di un professore dell’Università di Catania. Inoltre la zona, oltre ai sigilli per limitarne l’accesso, è stata posta in sicurezza con diversi interventi per rendere il materiale meno pericolo e soggetto all’intervento degli agenti atmosferici.
Nel registro degli indagati sono stati iscritti i tre curatori fallimentari dell’ex stabilimento dei fratelli Costanzo

Fiamme gialle sequestrano 400mila euro e scattano denuncie per truffe allo Stato

Tredici denuncier per truffa e falso ideologico, altre 11 per favoreggiamento e 400 mila euro sequestrati. Questi sono i numeri dell’attività di controllo condotta dalla guardia di finanza di CAtania in un’azienda specializzata nella produzione di vernici e smalti ecologici.
Il Gip di Catania, dopo aver disposto il sequestro, ha anche ordinato la revoca da ogni procedura per l’ottenimento di agevolazioni, finanziamenti e contributi ministeriali.
Le indagini sono scattate perchè l’azienda avrebbe ottenuto un finanziamento di 400 mila euro con fatture per operazioni inesistenti.
Oltre alle persone direttamente coinvolte nei fatti sono state denunciate 11 persone per aver dato false informazioni.

Confiscati beni di provenienza mafiosa ad un imprenditore

Aveva beni per un totale di 14 milioni di euro e sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza. Gaetano Buscema infatti nel corso di alcune indagini è stato ritenuto un prestanome del clan Laudani che opera a Catania.
Sono state sequestrate: alcune società ( cemento, costruzioni edili, agricola, allevamento cavalli) e 92 immobili di vario tipo. Finiti nelle mani della Guardia di finanza anche diversi mezzi di trasporto che Buscema, originario di Ragusa ma residente a Tremestieri, usava.
A far scattare le indagini alcune deposizioni di collaboratori di giustizia che lo indicavano come prestanome dei Laudani. Un’attenta anlaisi del patrimonio e dell’entità dei redditi ha fatto scattare il dubbio agli inquirenti che hanno accertato le irregolarità di Laudani. I beni confiscati verranno riutilizzati dallo Stato per attività sociali o di contrasto alla criminalità organizzata.