Scritto Giovedì 3 Dicembre 2009 da Antonio Borzi

Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli e il presidente della Provincia catanese Giuseppe Castiglione sono stati rinviati a giudizio per i reati di turbamento di pubblico servizio e violazione della legge elettorale.
Nello specifico nell’inchiesta sono coinvolti anche l’allora direttore dell’ospedale Garibaldi Giuseppe Navarria e il figlio Francesco.
Nei dettagli il tutto è legato ad un incontro organizzato da Giuseppe Navarria il 5 giugno del 2008 nella sala Dusmet dell’ospedale Garibaldi. All’incontro avrebbero partecipato i dipendenti del nosocomio, da qui il turbamento di pubblico servizio perchè in orario di lavoro, per la presentazione dei tre candidati alle future elezioni. E’ infatti utile ricordare che Francesco Navarria attualmente è consigliere comunale a Catania. Il reato di violazione della legge elettorale sarebbe legata all’organizzazione di un incontro in una sede della pubblica amministrazione nei entro i 45 giorni prima delle elezioni. Questo periodo infatti è definito di “garanzia elettorale”.
Diverse le reazioni nel mondo politico da quelle di Castiglioni che si è dichiarato ben disposto a collaborare con la giustizia per permettere di appurare la sua posizione “pulita” a quella di Licandro, esponente della sinistra cittadina, che inserisce quest’inchiesta all’interno di una serie di presunti illeciti legati alle vicende elettorali cittadine.
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Tag:castiglione, elezioni, rinvio a giudizio, stancanelli
Scritto Lunedì 22 Giugno 2009 da Antonio Borzi

Il referendum si avvia verso il mancato raggiungimento del quorum. Un quadro impietoso che mostra come la nazione non abbia recepito l’invito a recarsi alle urne per pronunciarsi sulla riforma elettorale. Una percentuale bassissima dell’ 8% che anche se ancora non si sono chiuse le consultazioni difficilmente avrà aumenti rilevanti. Ma come mai un tale pessimo risultato?
Vi sono diverse ragioni e possono essere indirizzate in un senso o nell’altro in base ad un pensiero maligno o meno. A pensar bene bisogna ricondurre il tutto ad una stanchezza elettorale vissuta dopo la consultazione che solo un paio di settimane fa ha chiamato gli italiani al voto. In questo senso le polemiche che avevano accompagnato il mancato election day assumono un senso non da poco.
A pensar male il mancato bisogno dei catanesi e degli italiani al voto è legato all’assenza politica dalla scena. In che senso? Il voto positivo o negativo al referendum non esprime una preferenza nei confronti del singolo politico che, in questo modo, non invoglia il cittadino a votarlo con le solite promesse. L’antica routine di recarsi alle urne in attesa di una ricompensa futura si è tradotta in questo caso in un’assenza di massa per recarsi nelle assolate spiagge cittadine con buona pace per la riforma elettorale e i mezzi democratici d’espressione.
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