Estradato in Italia boss dei Cappello

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Lo avevano catturato a Bucarest il 15 marzo scorso grazie a delle indagini che avevano visto la collaborazione della polizia rumena e di quella di Acireale. Adesso Giuseppe Scuderi, 44 anni e affiliato al clan Cappello, torna in Italia dopo la cattura.
Era latitante dal 2000 quando gli era stato confermato un ergastolo per un omicidio commesso nel 1989. Per la cattura dei carabinieri italiani sono andati in Romania per permettere alle forze dell’ordine locali di individuare con certezza il fermato e completare l’arresto.
Adesso Scuderi si trova nel carcere romano di Rebibbia in attesa che venga deciso in quale carcere debba scontare l’ergastolo.
Una curiosità: la cattura è avvenuta in un casinò della capitale rumena. Infatti invece che nascondersi il fermato si trovava nel popolare casinò a festeggiare il compleanno della moglie.

Tentato omicidio a Belpasso fermato il colpevole

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Una fucilata sparata da Tommaso Pellegrini, 37 anni, contro Lucio Fallica di 22 anni. Il ferito è stato portato al pronto soccorso di Paternò e ha fornito ai carabinieri una versione distolta dell’accaduto che non ha convinto gli inquirenti. Infatti Fallica, che è pregiudicato, ha portato i carabinieri verso una strada non corretta. Le forze dell’ordine con il magistrato addetto alle indagini hanno approfondito il caso fino ad arrivare a Pellegrini. Guai adesso sia per Pellegrini che per Fallica. Il primo per l’aggressione e il secondo per aver fornito una versione errata dell’accaduto agli inquirenti.

Operazione antidroga fra Catania e l’Emilia Romagna

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Era una banda di italiani e sudamericani quella che aveva allestito un traffico di droga legato alla Colombia e che si dipanava fra la provincia di Catania e l’Emilia romagna.
L’operazione delle forze dell’ordine ha permesso di sgominare il traffico e ha coinvolto, oltre ai militari catanesi ed emiliani anche quelli di Bari e Napoli.
Le indagini sono partite dopo il ritrovamento nel 2006 di droga liquida in un pacco con dei gadget sportivi legati a delle squadre brasiliane. Nel loro proseguimento le indagini hanno anche permesso di appurare che la cocaina, come nel corso del primo ritrovamento, era trasportata in forma liquida. Inoltre è stato appurato che le attività illecite del gruppo di fermati si estendeva anche all’usura oltre alla coltivazione di piantagioni di marijuana. Nello specifico è stata scoperta una piantagione a Scordia.

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Fra cibi mal conservati e macellerie clandestine, arrestato un cinese

I carabinieri di Catania hanno effettuato dei controlli igenico-sanitari in un ristorante cinese della zona di Piazza della Guardia. Nel corso di questi controlli è stato scoperto uno stato di conservazione non adeguato degli alimenti con numerosi alimenti di origine animale che non avevano informazioni circa l’origine e soprattutto la scadenza. A questo si aggiungeva uno stato di conservazione pessimo con cibi mal conservati in celle frigorifere sporche e alcune sprovviste di termostato. Inoltre nel bagno erano conservati sia altri alimenti che pentole sporche. A completare il quadro una puzza nauseabonda che ha portato i carabinieri ad estendere i controlli anche al piano superiore dove è stato scoperto un ristorante e una macelleria clandestina. Il locale superiore, intestato ad una cittadina cinese, è stato chiuso. Mente per il proprietario del ristorante sono scattate le manette.

Arrestata una famiglia per spaccio

In questi giorni si sta intensificando l’attività di controllo e prevenzione di attività illecite come lo spaccio di droga. I carabinieri di piazza Dante hanno arrestato in via Palermo un intero nucleo familiare dedito allo spaccio e al confezionamento delle dosi. Infatti, una volta individuata l’abitazione in cui si nascondevano, le forze dell’ordine hanno bloccato le vie di fuga e dopo un’attenta perquisizione hanno rinvenuto 20 dosi di cocaina, 75 grammi di marijuana e diversi strumenti per confezionare le dosi da piazzare nel mercato

Rubano un auto e tentano la fuga due minorenni

I carabinieri di piazza Dante stavano facendo un normale pattugliamento quando hanno notato una panda con alla guida un autista dall’insolita bassa statura preceduta da uno scooter. Hanno seguito la vettura e in breve tempo si è scatenato un inseguimento. Alla guida della panda, che risulterà rubata, un tredicenne che nella fuga ha tamponato 5 auto. Ormai quasi raggiunto dai carabinieri ha inoltre provato a lanciarsi dall’auto in corso non riportando nella caduta lesioni gravi.
Dopo aver fermato i due giovani si è scoperto che alla guida dello scooter c’era il fratello maggiore del baby ladro di 13 anni.

Padrone di una concessionaria freddato in auto

Antonio Strano, 41 anni, è stato ucciso mentre stava entrando la sua macchina nel garage dell’abitazione di Biancavilla dove risiedeva. Infatti sono stati esplosi ben 10 colpi di pistola nei confronti del malcapitato in via Cristoforo Colombo.
Proprio le modalità dell’omicidio portano gli inquirenti a sospettare la pista mafiosa probabilmente legata a qualche sgarbo fatto dall’imprenditore nell’ambito dell’attività lavorativa. Resta però da dire che le indagini sono ancora nella fase preliminare e i carabinieri di Paternò stanno sentendo i familiari e gli amici vicini alla vittima.
L’analisi della scena del delitto inoltre fa sospettare come Strano abbia provato a fuggire dalla macchina dal lato del passeggero ma è stato raggiunto dalla carica dei colpi. Le ferite non hanno permesso alla vittima di sopravvivere giungendo ormai deceduto all’ospedale Santissimo Salvatore di Paternò.

Summit mafioso interrotto a Belpasso

I carabinieri del reparto operativo della provincia di Catania hanno interrotto un vero e proprio summit fra capi mafiosi che si stava tenendo in una villetta nella zona di Belpasso.
Nel corso dell’operazione delle forze dell’ordine sono stati arrestati diversi mafiosi fra cui Santo La Causa ritenuto capo assoluto della malavita catanese e fra i 30 maggiori ricercati italiani. Inoltre su La Causa pendeva anche una condanna all’ergastolo per omicidio ed associazione mafiosa.
Ma non finisce qui la lista dei “catturati”. Infatti fra di essi figura anche Carmelo Puglisi, considerato uno dei maggiori responsabili degli attentati ai cantieri di Andrea Vecchio, e Venerando Cristaldi probabilmente capo della mafia a Picanello.
Probabilmente, come confermato dal procuratore D’Agata, la riunione serviva a studiare una strategia adeguata per fronteggiare l’avanzata della cosca rivale dei Cappello che sta sempre più prendendo piede a Catania.

Paternò, si contano i danni dopo il temporale di ieri

Sono stati numerosi i danni provocati dal violento temporale di che ieri si è abbattuto nella zona di Paternò. Vari smottamenti, la chiusura di un tratto di strada nei pressi della centralissima piazza Regina Margherita, il crollo di un controsoffitto di un’abitazione e di un muro di cinta della strada provinciale. Sono questi alcuni dei maggiori danni. Per tutto il giorno carabinieri e vigili del fuoco hanno prestato soccorso agli abitanti della cittadina in provincia di Catania. Nello specifico la maggior parte degli interventi è stata rivolta a salvare gli anziani che non potevano abbandonare le proprie abitazioni. Abitazioni che con l’utilizzo di apposite pompe sono state svuotate dall’acqua penetrata all’interno degli appartamenti. Gli interventi si sono occupati anche delle arterie cittadine che sono state ripulite e rese pienamente fruibili soltanto in tarda serata.

Librino, diversi controlli in via Grimaldi

I carabinieri di Fontanarossa hanno effettuato diversi controlli nella zona di via Grimaldi al fine di accertare presunte irregolarità nella zona. I controlli hanno fatto emergere in effetti diversi reati. E’ stata posta sotto sequestro la sede di un patronato che era attaccato abusivamente alla rete elettrica. Medesimo reato contestato a tre abitazioni della zona. Il patronato inoltre non era autorizzato a svolgere le proprie funzioni.
Mancata autorizzazione anche per una stalla costruita a ridosso di una zona residenziale e posta anch’essa sotto sequestro.
Denuncia anche per il gestore di una sala giochi che era in possesso di video poker non a norma con le regole ministeriali in materia di gioco d’azzardo. Infatti le macchine, ubicate in una saletta probabilmente frequentata da clienti abitudinari, permettevano un numero infinito di giocate con somme non stabilite.
Inoltre sempre nella stessa via è stata scoperta una discarica abusiva con numerose carcasse di elettrodomestici. Sequestrate inoltre autovetture senza assicurazione e abbandonate nei parcheggi residenziali.