Referendum: solo l’8% al voto

Il si avvia verso il mancato raggiungimento del quorum. Un quadro impietoso che mostra come la nazione non abbia recepito l’invito a recarsi alle urne per pronunciarsi sulla riforma elettorale. Una percentuale bassissima dell’ 8% che anche se ancora non si sono chiuse le consultazioni difficilmente avrà aumenti rilevanti. Ma come mai un tale pessimo risultato?
Vi sono diverse ragioni e possono essere indirizzate in un senso o nell’altro in base ad un pensiero maligno o meno. A pensar bene bisogna ricondurre il tutto ad una stanchezza elettorale vissuta dopo la consultazione che solo un paio di settimane fa ha chiamato gli italiani al voto. In questo senso le polemiche che avevano accompagnato il mancato election day assumono un senso non da poco.
A pensar male il mancato bisogno dei catanesi e degli italiani al voto è legato all’assenza politica dalla scena. In che senso? Il voto positivo o negativo al non esprime una preferenza nei confronti del singolo politico che, in questo modo, non invoglia il cittadino a votarlo con le solite promesse. L’antica routine di recarsi alle urne in attesa di una ricompensa futura si è tradotta in questo caso in un’assenza di massa per recarsi nelle assolate spiagge cittadine con buona pace per la riforma elettorale e i mezzi democratici d’espressione.